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Rinite allergica
Ultimo aggiornamento: 28/02/2007 11.38.44

Cos' è | Cosa fare

Da sapere
Sintomi
Cause

Da sapere

La rinite allergica è una patologia infiammatoria della mucosa del naso che colpisce i soggetti allergici o atopici. Questi individui hanno la caratteristica di produrre dei tipi particolari di immunoglobuline, le IgE , verso sostanze che normalmente non provocano alcuna reazione immunologica nei soggetti non atopici: si tratta degli allergeni.

L’incidenza di questa patologia è quadruplicata negli ultimi 20 anni e attualmente in Italia circa il 15 per cento della popolazione soffre di rinite allergica. Questa patologia un tempo veniva classificata in stagionale e perenne e la forma stagionale era circa 4 volte più frequente. Dal momento, però, che sono aumentate le forme stagionali che interessano più di una stagione (per esempio primavera-estate), recentemente la rinite è stata riclassificata in intermittente e persistente (a seconda della differente durata dei sintomi) e in lieve o moderata-severa (a seconda di quanto i sintomi influiscono sulla vita quotidiana della persona, compreso il riposo notturno).

La rinite allergica è una patologia importante non solo di per sé, ma per gli stretti rapporti che ha con l'asma. Un documento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità mette in evidenza come le vie aeree superiori e inferiori siano tra loro strettamente collegate non solo sul piano anatomico, ma anche funzionale e clinico e ciò vale in particolare per la rinite e l’asma allergica. Viene perciò raccomandato al medico di ricercare sempre l’asma in una persona rinitica e viceversa.

È importante a questo proposito sottolineare che:

  • il rinitico ha un rischio tre volte maggiore del non rinitico di sviluppare asma;
  • il 30-50 per cento dei rinitici nel corso degli anni sviluppa asma;
  • negli asmatici la rinite è presente in circa l’80 per cento dei casi;
  • nelle persone che presentano entrambe le patologie la rinite influisce sul decorso dell’asma concomitante: tanto più la rinite è severa tanto più lo è l’asma.
  • la stretta associazione rinite-asma ha degli importanti sviluppi dal punto di vista terapeutico.

Sintomi

I sintomi più frequenti della rinite allergica sono i seguenti:

  • prurito a livello nasale. I  bambini spesso fanno delle smorfie o si sfregano il naso con la mano per cercare di eliminare questo fastidio: si parla del saluto dell’allergico!
  • starnutazione a raffica più frequente al mattino e alla sera;
  • secrezione di muco biancastro dal naso, che, se rivolta nel retrofaringe, può provocare tosse fastidiosa;
  • naso chiuso che costringe il paziente a respirare a bocca aperta e di notte può provocare il russamento.

A questi sintomi principali si possono associare:

  • bruciore, arrossamento e prurito agli occhi (congiuntivite);
  • prurito alle orecchie;
  • tosse secca o asma bronchiale, spesso solo da sforzo, dovute a un aumento della reattività bronchiale, che si verifica nel 20-30 per cento delle persone;
  • sanguinamenti dal naso (per continui soffiamenti);
  • disturbi all’udito;
  • facile stanchezza, difficoltà a concentrarsi, irritabilità e a volte nausea.

Cause 

Gli agenti causali sono principalmente gli allergeni inalatori che vengono distinti in intermittenti e persistenti. 

Gli allergeni intermittenti comprendono i pollini liberati da piante o erbe. I sintomi si scatenano durante l’impollinazione che dipende dal diverso periodo di fioritura delle piante considerate, variabile a seconda delle differenti regioni italiane. I pollini più frequenti sono quelli di:

  • graminacee (erbacce dei prati): fioritura primaverile (maggiore rilevanza al nord);
  • parietaria (erba muraiola): fioritura primavera avanzata al nord e tutto l’anno al sud (maggiore rilevanza al centro sud e in Liguria);
  • composite: fioritura estiva;
  • betulla nocciolo: fioritura fine inverno-primavera (maggiore rilevanza al nord );
  • cipresso: fioritura invernale (maggiore rilevanza al centro e nord orientale);
  • olivo: fioritura inizio primavera e più precoce nei luoghi marini.

Per maggiori dettagli sono a disposizione calendari pollinici che mettono in evidenza quali sono i pollini più importanti nelle diverse regioni e l’esatto periodo d’impollinazione. Ci sono infatti degli apparecchi cattura pollini dislocati in diverse aree geografiche che ci permettono, addirittura settimanalmente, di sapere esattamente il numero di pollini liberati dalla differenti piante.

Gli allergeni persistenti comprendono: 

  • Gli acari della polvere. Negli anni ‘60 è stato scoperto che l’allergene principale della polvere domestica è costituito dagli acari. Questi appartengono alla classe degli aracnidi e sono associati agli ambienti di vita dell’uomo in quanto si nutrono di forfora umana, spore di micofiti e residui di cibo. Gli allergeni principali degli acari della polvere sono contenuti nelle loro deiezioni: è possibile ritrovare fino a 100.000 particelle fecali per grammo di polvere presente in ambiente contaminato dagli acari! È importante sapere dove si trovano maggiormente gli acari per poi attuare norme di profilassi adeguate. Gli acari vivono bene a temperatura di 27° e umidità superiore al 70 per cento, nei materassi di lana, tappeti, moquettes, divani, tende, stoffe e proliferano maggiormente in autunno e primavera. Non vivono, invece, ad altezze superiori ai 1000-1500 metri e a temperature superiori ai 60°.
  • I derivati di animali domestici, in particolare di gatto e cane; gli allergeni sono presenti sia nei derivati epiteliali propriamente detti (pelo, squame dermiche) che nel siero, saliva e urine. L’allergia più frequente è al gatto: in questo caso gli allergeni possono essere trasportati a distanza creando così problemi, negli allergici, anche in assenza dell’animale.
  • Le muffe; quelle che maggiormente causano allergia sono: l’alternaria (presente al suolo, sugli alberi da frutta o sulle derrate) e il cladosporium (più diffuso, ma meno allergizzante). Le muffe possono anche essere contenute negli ambienti interni, nei contenitori di vegetali, nelle scorte alimentari, nelle tappezzerie, docce, umidificatori, condizionatori, abitazioni umide.
  • gli agenti professionali (proteine animali, enzimi proteolitici, polveri di legno, caffè, sali di platino, anidride italica, lattice).


Per ulteriori informazioni consultare i siti:
PollinieAllergia.net
Associazione italiana di aerobiologia

A cura di Federica Gani
Servizio di Allergologia, Clinica di Malattie dell’Apparato Respiratorio
Azienda Ospedaliera San Luigi Gonzaga
Orbassano (TO)

© Il Pensiero Scientifico Editore

Argomenti di interesse correlato: Asma bronchiale, Dermatite atopica, Mal di testa


 

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