Terrore H1N1: in chiesa arriva l’acquasantiera antivirusA cura de Il Pensiero Scientifico Editore 12/11/2009 12.42.00 L’idea è nata quasi per caso nella mente del barista brianzolo Luciano Marabese, durante una chiacchierata nel suo bar con gli amici. Adesso la sua acquasantiera elettronica si è guadagnata le prime pagine dei giornali di tutto il mondo e sono già centinaia le richieste di acquisto portate avanti dalle chiese cattoliche.
“Molte persone avevano smesso di intingere le mani nell’acqua benedetta poiché temevano il rischio di infezioni”, spiega Luciano Mirabese. Attraverso il nuovo dispositivo è invece possibile scongiurare il rischio di contagio e allo stesso tempo mantenere inalterata una tradizione cattolica centenaria come quella del segno della croce con l’acqua benedetta.
Ai fedeli è sufficiente porre le mani al di sotto dell’erogatore e il dispositivo emetterà automaticamente la quantità sufficiente di acqua benedetta per “segnarsi”. Un meccanismo semplice, quindi, e del tutto simile a quello dei comuni dispenser di sapone dei bar e degli autogrill. “I fedeli erano inizialmente disorientati da questa innovazione tecnologica ma poi l’hanno accolta con molto entusiasmo”, racconta don Pierangelo Motta, parroco della chiesa dei Tre Fanciulli a Fornaci di Brioso in provincia di Milano che ha ricevuto la prima acquasantiera in regalo dal suo inventore.
Un’innovazione al passo coi tempi e adatta ai nuovi fedeli, sempre meno propensi a intingere le mani nell’acqua comune e a scambiarsi i segni di pace proprio quando nel mondo è in atto una feroce guerra sanitaria contro il virus H1N1, ed anche contro le nostre paure più profonde. stefan massarelli
|