|
Aviaria: questioni praticheA cura de Il Pensiero Scientifico Editore Ultimo aggiornamento: 18/10/2005 11.58.09 Quali sono i sintomi dell'influenza aviaria?
La vaccinazione antinfluenzale può diminuire la probabilità di contrarre l'infezione aviaria?
Possiamo tranquillamente consumare carne di pollo? E un pollo crudo può trasmettere l'aviaria se manipolato a mani nude?
Quando sarà disponibile il vaccino aviario?
Se mi ammalo di aviaria che rischi corro? È sempre mortale?
Esistono, oltre al pollo altre possibili fonti di contagio?
Come si può rafforzare il sistema immunitario per non ammalarsi?
Quali sono i sintomi dell'influenza aviaria?
Variano da quelli di una comune sindrome influenzale, fino a forme di maggiore gravità, con complicazioni soprattutto a carico delle basse vie respiratorie.
La vaccinazione antinfluenzale può diminuire la probabilità di contrarre l'infezione aviaria?
L’estensione più ampia possibile della copertura vaccinale antinfluenzale è opportuna prevalentemente allo scopo di ridurre la pandemia influenzale prevista ogni autunno-inverno, e di evitare nei casi più severi il ricorso a Pronto Soccorso ed ospedalizzazione, nell’eventualità (ancorché remota) che si manifestino focolai di influenza aviaria anche in Italia. Purtroppo la vaccinazione antinfluenzale offre una marginale protezione nei confronti della forma aviaria, ma riducendo la pandemia influenzale può grandemente diminuire il rischio di ricombinazione genetica tra i due virus, che è stato alla base delle epidemie di virus aviario nei Paesi finora colpiti.
Possiamo tranquillamente consumare carne di pollo? E un pollo crudo può trasmettere l'aviaria se manipolato a mani nude?
Il virus dell’influenza aviaria non resiste a temperature superiori a 70°C, per cui la carne di pollo cotta non costituisce alcun pericolo. In un pollo crudo l’eventuale virus non è più presente dopo circa 48 ore, anche se nelle feci può essere isolato per periodi fino a 4 settimane. In ogni caso, la rete di sorveglianza istituita in Italia non ha finora segnalato alcun caso di influenza aviaria in animali di allevamento, ma anche in volatili domestici, semidomestici, e nelle specie selvatiche sottoposte a controllo, per cui al momento attuale non vi è alcun pericolo di esposizione ad uccelli portatori del virus dell’influenza aviaria.
Quando sarà disponibile il vaccino aviario?
Il vaccino aviario per uso umano è già stato sintetizzato ed è disponibile inizialmente per le forze armate USA, in caso di necessità.
Se mi ammalo di aviaria che rischi corro? È sempre mortale?
Come detto, al momento mancano in Italia i presupposti per contrarre una simile infezione. Tuttavia, nei Paesi in cui sono stati descritti focolai epidemici di influenza aviaria il rischio di contrarre una sindrome influenzale con espressione clinica più severa e più frequente coinvolgimento respiratorio è stato descritto, soprattutto nelle età estreme della vita ed in pazienti affetti da altre patologie. La mortalità nell’uomo, seppure stimata superiore a quella del virus influenzale (soprattutto per la coesistenza di condizioni debilitanti di base), resta comunque contenuta.
Esistono, oltre al pollo altre possibili fonti di contagio?
Come anticipato, l’importazione in Italia di pollame da allevamento da Paesi a rischio resta vietata. Teoricamente altri volatili selvatici o semidomestici possono contrarre e trasmettere tra loro l’influenza aviaria nelle regioni endemiche, anche se il monitoraggio condotto in Italia non ha finora evidenziato casi anche in anatre, folaghe, ed altri volatili selvatici.
Come si può rafforzare il sistema immunitario per non ammalarsi?
L’influenza è una malattia infettiva ad eziologia virale, e il contagio non può essere prevenuto se non con mezzi di immunoprofilassi attiva (vaccini) o passiva (immunoglobuline). Lo sviluppo e la progressione di malattia possono essere bloccati dall’assunzione di un farmaco antivirale specifico. L’ipotesi di “rafforzare il sistema immunitario” con supplementi di oligoelementi, vitamine ed antiossidanti (per esempio zinco o vitamina C) gioca un ruolo estremamente controverso nel trattamento delle virosi, ma non può assolutamente trovare una motivazione sul versante profilattico. Per i vaccini autolisati batterici non esiste alcuno spazio, in quanto l’influenza è una malattia virale e non batterica.
Per approfondire leggi lo speciale Infezioni respiratorie emergenti (l'allarme connesso all'influenza aviaria)
A cura di Roberto Manfredi
Dipartimento di Medicina Clinica Specialistica e Sperimentale, Sezione Malattie Infettive
Università degli Studi di Bologna “Alma Mater Studiorum”
Azienda Ospedaliera-Universitaria di Bologna, Policlinico S. Orsola-Malpighi
© Il Pensiero Scientifico Editore
Argomenti di interesse correlato: Influenza, Influenza: prevenzione e controllo dei sintomi
|