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Tumori gastrointestinali

A cura de Il Pensiero Scientifico Editore
Ultimo aggiornamento: 01/08/2008 9.52.25

Cosa s'intende per tumori gastrointestinali?
Com'è la situazione in Italia?
Quali sono i più diffusi tumori del tratto gastrointestinale?
Qual è la situazione per i tumori dell’esofago?
Ci sono novità nel trattamento dell'epatocarcinoma?
Aumentano le speranze per i pazientii affetti da neoplasie al pancreas?
Qual è il ruolo delle infezioni gastriche nell'insorgenza dei tumori allo stomaco?
Ci sono progressi per il tratto colpito con maggior incidenza, il colon retto?
Quale il valore della chemioprevenzione?
Cosa fare per ridurre il rischio?

Cosa s'intende per tumori gastrointestinali?

I tumori del tratto gastroenterico o gastrointestinale rappresentano un complesso di patologie molte diverse tra loro per epidemiologia, diagnosi e terapia. Tra le più diffuse forme di neoplasia e tra le prime tre cause di morte per tumore in Italia (con polmone e prostata per l’uomo, mammella e polmone per la donna), costituiscono sfide importanti per la ricerca e per la clinica oncologica. Interessano esofago, stomaco, pancreas, fegato, colon e retto.
Trattare in dettaglio i disturbi oncologici gastrointestinali richiederebbe volumi su volumi e spesso ci si concentra su una sola delle sedi interessate. A legare queste patologie tanto diverse fra loro è il ruolo diretto giocato sia dall'alimentazione, sia dagli agenti infettivi, sull'insorgenza e sullo sviluppo del tumore stesso: il tratto gastrointestinale, infatti, è esposto a un quotidiano contatto con l'ambiente esterno.

Com'è la situazione in Italia?

Prima l’aspetto positivo. Lo studio Eurocare, che raccoglie i dati provenienti da oltre ottanta registri di tumori, inerenti una ventina di paesi europei, ha valutato la sopravvivenza per i differenti tipi di tumore. Da queste indagini l'Italia figura al terzo posto in Europa come tasso di sopravvivenza, dopo Svizzera e Islanda, e supera la media europea. Lo studio Eurocare 3, al quale ha partecipato Franco Berrino dell’Istituto Tumori di Milano (INT), ha esaminato i dati relativi a ben a 2,7 milioni di nuovi pazienti affetti da neoplasia, diagnosticati in età adulta, tra il 1995 e il 1999, con follow-up fino alla fine del 2003. Il secondo studio, Eurocare 4, a cui hanno collaborato Arduino Verdecchia e Silvia Francisci (Istituto Superiore di Sanità) è, invece, basato su 47 registri, con informazioni aggiornate su pazienti diagnosticati negli anni 2000–02 con follow-up, sino a dicembre 2003. 

Secondo questi studi il nostro paese registra una mortalità inferiore addirittura a quella rilevata in paesi con tecnologie avanzate come Gran Bretagna, Germania e Francia. Per quanto riguarda i tumori colorettali la sopravvivenza a 5 anni in Italia, nel periodo osservato, è risultata del 59,4 per cento, ossia 6 pazienti su 10, superiore, ad esempio, al 51,8 per cento dell'Inghilterra e ai valori di Danimarca e Irlanda. Naturalmente la scienza e la medicina puntano a un ulteriore miglioramento .

Quali sono i più diffusi tumori del tratto gastrointestinale?

Fanno parte dei tumori del tratto gastroenterico le forme che colpiscono: esofago, fegato, stomaco, pancreas, colon e retto.

Qual è la situazione per i tumori dell’esofago?

L'epidemiologia del cancro all'esofago si è modificata negli ultimi quarant’anni. Dagli anni sessanta ad oggi si è assistito ad un aumento progressivo della forma adenocarcinomatosa rispetto a quella spinocellulare. Sono molto più colpiti gli uomini, anche se la differenza sta diminuendo e il tumore esofageo sta coinvolgendo in modo significativo anche il genere femminile. In Italia questo tumore colpisce circa 9 persone ogni 100 mila. La sopravvivenza a cinque anni è intorno al 12 per cento. 

Tra i fattori predisponenti l'eccessivo uso d'alcol e il fumo, oltre a un possibile effetto negativo di disturbi digestivi, esofagiti, bruciori, rigurgiti. Durante il reflusso, consentito dal malfunzionamento della valvola (il cardias) che separa i due organi, la mucosa dell'esofago viene infatti in contatto con gli acidi gastrici dello stomaco. Se il disturbo persiste il rivestimento dell'esofago si modifica e può verificarsi il cosiddetto esofago di Barrett, che può predisporre al cancro. In caso di rischio (alcol, fumo, condizioni predisponenti) è bene sottoporsi a controlli. Come prevenzione bisognerebbe limitare gli alimenti conservati e le bevande molto calde. Ciò è suggerito, ad esempio, dall’alta mortalità per tumore esofageo in Cina (21,6 su 100.000), dove si bevono bevande bollenti e si consuma cibo conservato.

Ci sono novità nel trattamento dell'epatocarcinoma?
 
L’epatocarcinoma è oggi una della principali forme di tumore in Asia (in Cina ogni anno muoiono 35 uomini su 100.000 e 13 donne su 100.000) ma non è trascurabile neppure in Europa (mortalità rispettivamente 12 uomini e di 5 donne su 100.000; incidenza 27 uomini e 12 donne su 100.000 in Italia, con previsione per il 2007 di quasi diecimila decessi totali, secondo i dati di www.tumori.net). La sopravvivenza a 5 anni è ancora bassa, dell’8,9 percento.
Questo tipo di tumore è favorito da condizioni patologiche del fegato, come le infezioni croniche da epatite B e C, e dalla cirrosi. Quest’ultima comporta la trasformazione del tessuto epatico sano a tessuto di tipo cicatriziale, il che predispone allo sviluppo di tumori. Nemico principale, oltre all’epatite, l’alcol. Si cercano nuovi test per diagnosticare il cancro al fegato negli stadi iniziali.

Aumentano le speranze per i pazientii affetti da neoplasie al pancreas?

Il pancreas è l’organo che produce l’insulina (il fattore principale nel controllo del livello del glucosio nel corpo umano) ed enzimi pancreatici utilizzati nel processo digestivo. ll cancro del pancreas si presenta per lo più come carcinoma. Più rari sono gli insulinomi che attaccano le isole pancreatiche. La sintomatologia è spesso latente, può dare sintomi simil-diabetici, ittero, problemi digestivi vaghi, il che porta a diagnosi tardive. Il tumore del pancreas rimane infatti quello con il più basso tasso di sopravvivenza a 5 anni, ovvero appena il 5 per cento. I nuovi casi in Italia annui si valutano in circa 8500, in pari numero tra uomini e donne e la mortalità è prevista aggirarsi sugli 8000 casi. Un bilancio che continua a turbare l’oncologia e rende il tumore del pancreas una delle sfide più impegnative. La pancreatite cronica e l’infiammazione possono essere cause predisponenti. Per il tumore localmente avanzato o metastatico la sopravvivenza, dopo la diagnosi, è inferiore all’anno. Chirurgia e chemioterapia sono i trattamenti più utilizzati. Recentemente è stata introdotta la terapia a “target”. Promettenti, tra le combinazioni terapeutiche, anche quelle con farmaci anti-angiogenici.

Qual è il ruolo delle infezioni gastriche nell'insorgenza dei tumori allo stomaco?
 
Il cancro dello stomaco nella sua forma più comune, il carcinoma gastrico, può svilupparsi in qualunque zona dell’organo, diffondersi al suo interno, ed estendersi a zone limitrofe, come l'esofago o l'intestino tenue fino a metastatizzare anche a distanza. Si hanno circa 16-17.000 nuove diagnosi all'anno in Italia, con sopravvivenza a 5 anni inferiore al 10 per cento. Molti i fattori di rischio, tra cui il consumo di cibi salati, carni, conservanti, nitrati, nitriti, alcol, deficit di vitamine e proteine, flora batterica anormale. Un fattore predisponente tra i più importanti è l’Helicobacter pylori, responsabile di ulcera gastrica e duodenale e di gastrite cronica, e possibile co-fattore del tumore. L’identificazione ed eradicazione del batterio sono la miglior misura preventiva. Negli ultimi anni il numero di casi diagnosticati nei paesi occidentali è infatti in diminuzione, fenomeno dovuto al miglioramento dell'alimentazione, al minor consumo di cibi conservati o affumicati, e alla scoperta dell’Helicobacter pylori come agente infettivo curabile. La chirurgia rimane la via elettiva di intervento anche se una prevenzione alimentare e sanitaria può fare molto.

Ci sono progressi per il tratto colpito con maggior incidenza, il colon retto?

Il carcinoma del colon-retto si localizza nel grosso intestino, in particolare nei tratti del colon e del retto. Rappresenta una delle principali cause di morte per tumore in Europa e in Italia. La distribuzione dell’incidenza varia a seconda delle regioni, da circa 25 a 55 nuovi casi annuali per 100.000 abitanti, con i tassi più alti nel centro-nord. In Trentino Alto-Adige, ad esempio, si ha un’incidenza più alta che in Campania o in Sicilia. La mortalità per tumori del colon-retto nel nostro Paese è circa di 20.000 persone all'anno, quasi equamente distribuita tra uomini e donne. Esistono terapie di consenso molto ben stabilite in Italia che comportano combinazioni di chemioterapia e terapia a target, in particolare con inibitori di EGFreceptor o di angiogenesi. 

Le abitudini di vita sono, ugualmente, molto importanti. Le probabilità di ammalarsi di tumore all'intestino, infatti, aumentano del 10 per cento se si bevono quotidianamente birra o vino e si può arrivare fino a un incremento del 25 per cento se si assumono più di 30 grammi di alcol al giorno.
Per quanto riguarda l'assunzione di fibre, un ampio studio, condotto presso la University of Southern California di Los Angeles, ha rivelato che le fibre proteggono dal cancro, oltre l’intestino, anche l’esofago. Dall’esame dei dati raccolti e riportati da Anna Wu e colleghi del Department of Preventive Medicine risulta che un consumo di almeno 12 grammi di fibre al giorno è associabile a una riduzione del rischio di tumore all’esofago. Molto importante, infine, nei tumori del colon retto, è l'infiammazione. Alcune citochine, dette infiammatorie, hanno un ruolo importante in alcune condizioni predisponenti, ad esempio il morbo di Crohn e la colite ulcerosa. Si pensa che, oltre all’enzima COX2 , sia coinvolta la famiglia dei toll-like receptor, con attività inibitorie sulle reazioni di infiammazione.
Le evidenze emerse in alcuni studi sostenuti dall'AIRC (Associazione italiana per la ricerca sul cancro) suggeriscono l'uso, nel trattamento di questi tumori, dei nuovi farmaci della famiglia dei toll-like receptor in combinazione con terapia a target.

Quale il valore della chemioprevenzione?

Uno studio clinico di chemioprevenzione, condotto dall’équipe di Frank Meyskens (direttore del Cancer Center University of California Irvine), Eugene Gerner (Arizona) e colleghi rappresenta una svolta importante. Il trial, pubblicato da poco sul primo numero della nuova rivista internazionale Cancer Prevention, dimostra come un antinfiammatorio di vecchia generazione (sulindac), sperimentato in una combinazione di farmaci, a dosi relativamente basse, abbia portato risultati molto promettenti. Le combinazioni di chemioterapia sono all’ordine del giorno per la cura del cancro, ma fin ad ora non erano mai state approvante combinazioni per studi clinici di chemioprevenzione, la disciplina che combatte il cancro al suo inizio o prima ancora che si riveli. L’importanza degli anti-infiammatori, da soli o in combinazione, nella prevenzione dei tumori, era già stata consolidata con due studi osservazionali presentati qualche mese fa, su casistiche di medici e infermiere che erano stati monitorati per uso di aspirina.

Cosa fare per ridurre il rischio? 

Anche per i tumori del tratto gastroenterico si può cercare di ridurre l’incidenza e mortalità, con abitudini di vita, alimentazione, controlli. 

Ecco alcuni importanti suggerimenti:

  • astenersi dal fumo;
  • evitare la vita sedentaria;
  • evitare bevande bollenti (esofago);
  • verificare la presenza dell'Helicobacter pylori (stomaco);
  • prevenire l’infiammazione (pancreatiti, colon);
  • controllare le situazioni a rischio (esofago di Barrett, poliposi familiare, epatite);
  • sottoporsi a colonscopia all’età consigliata (diminuisce il rischio);
  • seguire una dieta equilibrata, ricca di fibre.

A cura di Adriana Albini
Responsabile Ricerca Oncologica 
IRCCS Multimedica Milano & Sesto San Giovanni

© Il Pensiero Scientifico Editore

Bibliografia. Coleman MP, Quaresma M, Berrino F et al and the CONCORD Working Group. Cancer survival in five continents: a worldwide population-based study (CONCORD). The Lancet Oncology 2008; DOI:10.1016/S1470-2045(08)70179-7.


 

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