|

 |
| |
Notizie correlate
|
|
 |
|
 |
| |
Argomenti correlati
|
|
 |
|
|
|
Internet-dipendenti?A cura de Il Pensiero Scientifico Editore Ultimo aggiornamento: 31/07/2009 12.14.08 Internet, impossibile farne a meno?
Quale il percorso verso la rete-dipendenza?
Perché proprio Internet?
Quali i rischi?
Internet, impossibile farne a meno?
Forse passeranno le festività natalizie online, incapaci di staccare la spina, o meglio di “spegnere lo schermo”. Sono gli internet -dipendenti. Una “patologia” molto diffusa: sembra soffrirne tutta l'Europa, e non solo. Da un recente sondaggio, condotto su 5000 utenti, emergono dati che fanno riflettere: per il 77 per cento degli intervistati è assolutamente vitale accedere tutti i giorni a Internet. Una percentuale più alta di chi considera indispensabile l’automobile o la lavatrice.
D’altra parte, lo stesso sondaggio registra che, nell'ultimo anno, l’81 per cento degli intervistati ha caricato foto digitali sul web, il 77 per cento ha guardato video su YouTube o siti simili, il 66 per cento ha scaricato musica e ben il 76 per cento ha preso parte a giochi online. Insomma, Internet sembra essere il centro del tempo libero e dell'intrattenimento, al punto da essere considerato un servizio indispensabile.
Quale il percorso verso la rete-dipendenza?
Gli esperti hanno delineato un vero e proprio “percorso virtuale”, caratterizzato dallo sviluppo di livelli sempre maggiori di dipendenza, che conduce l’utente a divenire progressivamente un vero e proprio rete-dipendente.
In una fase iniziale, l’utente utilizza come primo livello l’e-mail. Segue un'ulteriore fase, caratterizzata da una navigazione tra i siti web fugace e distratta, da un’attenzione ossessiva alla posta elettronica e ai temi inerenti la rete. Successivamente si rilevano un incremento del tempo di permanenza in rete, sensazioni sgradevoli e idee ricorrenti sulla rete quando si è offline, partecipazione assidua alle chat e ai newsgroup, sessioni online notturne prolungate con deprivazione di sonno.
Il percorso virtuale culmina nella “dipendenza conclamata”, con un crescente senso di malessere, agitazione, bassa attivazione quando si è scollegati (condizione paragonabile all'astinenza) con forte danneggiamento delle sfere sociale, familiare, affettiva, scolastica e lavorativa.
Perché proprio Internet?
Inizialmente Internet promette (e illude) di compensare e tamponare molte problematiche: un esempio è la possibilità di instaurare relazioni velocemente e senza coinvolgimento emotivo. La Rete, così ricca di opportunità di informarsi e di conoscere, riesce così a ingannare e imbrigliare.
Al di là delle diverse componenti che possono contribuire a originare i diversi casi di rete-dipendenza, la caratteristica costante che fa da sfondo ad ogni dipendenza da internet è la capacità della rete di rispondere a molti bisogni umani: infatti, annulla lo spazio e consente ciò che nella realtà non si può realizzare o che si può fare in molto tempo, viaggiando per ore e interagendo più lentamente, spesso a due o in piccoli gruppi.
Le chat, invece, abbattono le frontiere e consentono di parlare con gruppi numerosi in "stanze" che la realtà difficilmente rende disponibili, consentendo spesso discorsi paralleli, solo virtualmente possibili. Inoltre, le community più stabili creano una sensazione di appartenenza, rispondendo ad un grande bisogno umano e consentendo di esercitare l'allenamento ai ruoli e alle interazioni senza la responsabilità di scelte e vincoli definitivi.
Nelle stanze virtuali si può inoltre sperimentare la propria identità in tutte le sue sfumature, cambiando l'età, la professione e perfino il sesso di appartenenza, ascoltando le reazioni degli altri e maturando delle convinzioni, attraverso il confronto con altre personalità più o meno reali.
Quali i rischi?
I rischi sono quelli legati ad ogni situazione che consenta di far emergere e di soddisfare i bisogni più profondi e inconsapevoli: si sperimentano parti di sé che potrebbero sfuggire al controllo, soprattutto quando si dispone di uno strumento di comunicazione che consente di rimanere uomini e donne senza volto, una condizione che potenzialmente può favorire la comparsa di comportamenti troppo disinibiti.
Per i più giovani in età di sviluppo e per alcuni soggetti predisposti, il rischio è che l'abuso della rete per comunicare crei confusione nella distinzione tra reale e virtuale.
In considerazione di ciò è di fondamentale importanza che bambini e i ragazzi limitino il tempo trascorso su Internet e integrino le esperienze di comunicazione reale, al fine di evitare di sviluppare delle abilità emotive e sociali prevalentemente attraverso questo strumento tecnologico che, in questo caso, risulterebbero estremamente limitate o deformate rispetto a quelle poi richieste per adattarsi nella vita reale.
A cura di Stefania Mengoni
© Il Pensiero Scientifico Editore
Argomenti di interesse correlato: Internet: uno specchio della realtà?, Salute a portata di mouse
|